Il profondo valore del qui e ora

Qui e ora: prestare attenzione al momento presente.

Prima di addentrarci nello straordinario significato del qui e ora, proviamo un attimo a ripensare ai nostri pasti. Riesci a ricordare l’ultima volta che ti sei seduto e hai semplicemente mangiato, facendo solo quello? E per “solo quello” intendo: guardare il cibo, odorarlo, apprezzarne il profumo, assaggiarlo e gustarlo, rimanendo consapevoli nel masticarlo e inghiottirlo. Non ti sorprenderà sapere che per la maggior parte di noi questo ricordo è quasi, se non del tutto, inesistente. Non soltanto perché è sempre più raro compiere un’azione specifica, come quella del nutrirsi, isolandola da altre azioni (mangiamo con la tv o radio accesa, mentre leggiamo, lavoriamo, ecc.), ma perché ci resta pressoché impossibile dedicare la nostra totale attenzione a un semplice gesto quotidiano.

Qui e ora: se ne sente tanto parlare, ma con tanta confusione e si finisce per relegare questo concetto a una pratica zen molto lontana dalla nostra vita.

Ma cos’è davvero il qui e ora?

Come apprezzare allora questo famigerato qui e ora e comprenderne il valore?

La semplicità e l’immensa forza del qui e ora è cosa farai adesso, in questo preciso momento. Possiamo prendere una decisione solamente nell’attimo in cui si ha la necessità di prenderla e in quel momento che le decisione ci appaiono più chiare e cristalline.

L’unico arco temporale in cui abbiamo potere è quello attuale, l’eterno presente.

Quindi la sfida sta proprio in questo: prestare attenzione al presente.

Uno dei benefici di focalizzarci sul presente è che semplifica la nostra esistenza. Quante volte ci alziamo già con l’ansia all’idea di avere mille cose da fare? La nostra vita cambia letteralmente quando comprendiamo che è possibile fare solo una cosa alla volta:al mattino, apri gli occhi, siediti, alzati, vai in bagno e così via, vivendo la tua giornata con la piena attenzione al singolo momento.

Ci risulta davvero difficile, come individui, vivere il momento presente, il qui e ora. Alcune volte abbiamo l’impressione che non ne valga la pena, ma è strano pensare che si riesce a prestare attenzione a un film o a un videogame per parecchie ore, mentre si fa fatica a focalizzarsi sul mangiare. La nostra mente è perennemente agitata, si muove costantemente tra pensieri, sogni, aspettative, ricordi e non fa caso a dove si trova in quel momento o a cosa sta facendo.

Il filosofo Alan Watts scriveva:

“Il potere dei ricordi e delle aspettative è tale che per la maggior parte degli esseri umani il passato e il futuro sono… più reali del presente.”

Che cosa possiamo fare, dunque, per affrontare la sfida, tutta umana, di vivere davvero il presente?

Per prima cosa, dovremmo comprendere che non esistono momenti di ordinaria amministrazione.Siamo abituati a trattare alcune azioni con più dignità e rispetto, mentre con altre ci concediamo il lusso di assentarci mentalmente.

Il segreto è tutto qua: capire che non ci sono momenti di primo e di secondo ordine e che ogni istante ha un valore inestimabile. La vita è un insieme di attimi e momenti, quindi la qualità di ogni singolo istante determina la qualità dell’esistenza. Ogni momento conta.

La vita è un succedersi di momenti e  che dietro ogni attimo della nostra esistenza può celarsi una grandissima lezione di vita. 

Utillizziamo il verbo fare in riferimento alle nostre attività quotidiane: facciamo da mangiare, facciamo shopping, facciamo una telefonata, facciamo una chiacchierata. Il verbo fare, tuttavia, spoglia ogni azione dalla consapevolezza: andrebbe sostituito con il verbo praticare.

C’è un motivo per cui si utilizza il verbo praticare quando ci riferiamo a uno sport, a un ballo, all’esercizio musicale o a un’arte in generale, perché sono tutti percorsi in cui ci prefiggiamo di migliorarci. Il problema è che vediamo queste attività speciali, finendo per separarle dal resto della nostra quotidianità, come se quest’ultima fosse divisa tra azioni dignitose e azioni meno dignitose.

Se iniziamo a praticare tutto con la stessa passione, devozione, attenzione e consapevolezza, trasformiamo la nostra vita in un’opera d’arte, perché il nostro modo di vivere diventa unico, diverso da quello di qualsiasi altra persona. È proprio vero, come dicono i maestri zen, che il modo in cui facciamo qualsiasi cosa riflette il modo in cui si fa tutto. Quando riusciamo a padroneggiare una cosa (anche fosse servire il tè), padroneggiamo noi stessi.

Carla Cantore
Fotografa e Arteterapeuta