Gravidanza, Musicoterapia e relazione sonora nella Diade

ABSTRACT

Obiettivo dell’articolo è porre in evidenza la grande risorsa della musicoterapia da utilizzare nella preparazione al parto. Attraverso l’analisi di costrutti psicologici e tecnica musicoterapica possiamo ben  cogliere come la prima forma di comunicazione ed interazione tra madre e bambino sia sonora, sensoriale ed affettiva. Per tale motivo incentivare tale forma di comunicazione attraverso la musicoterapia può essere un efficace strumento di prevenzione per agevolare il nascere di una relazione diadica responsiva ed affettivamente sintonizzata.

La Gravidanza, a lungo desiderata o inaspettata, è un momento di grande rivoluzione e cambiamento tanto nella vita interna quanto in quella esterna e familiare. Fantasie ed emozioni si attivano in modo da rendere corpo e mente particolarmente flessibili.

A livello psichico la gravidanza comporta la riattivazione dei ricordi di come si è stati bambini e delle esperienze affettive e simboliche di come si è stati in relazione ai propri genitori. Suscita riflessioni sulla propria esperienza di figlio e fantasie su come si sarà da genitori ricordando le proprie figure genitoriali e la relazione con loro.  Ad un’infanzia felice si collega il desiderio di far vivere anche al bambino esperienze piacevoli, ad un’infanzia difficile si collega il desiderio di proteggere il proprio figlio dalle difficoltà. Perfino la gravidanza più desiderata può suscitare una certa dose di ambivalenza collegata anche a pensieri relativi al cambiamento che subirà la vita di coppia e alla difficoltà di trovare uno spazio emotivo per il neonato. Infine, la coppia deve rimodellare il suo equilibrio per far spazio al terzo.

Nell’ultimo trimestre di gravidanza si sviluppa quella che Winnicott chiama la preoccupazione materna primaria (1975) uno stato psichico in cui la madre si concentra esclusivamente sul suo bambino: “ uno stato psichiatrico molto particolare della madre che: si sviluppa a poco a poco per raggiungere un grado di elevata sensibilità durante la gravidanza, specialmente verso la fine. Dura ancora alcune settimane dopo la nascita del bambino. Una volta superato, non è facile che sia ricordato dalla madre. Questo stato così organizzato potrebbe essere paragonato ad uno stato di ritiro, ad uno stato di dissociazione, ad una fuga. Tutto ciò è contenuto nel termine devoto che uso parlando di una comune madre devota. Questa malattia normale permette alle madri di adattarsi con delicatezza e sensibilità ai primi bisogni del bambino attraverso una identificazione totale al bambino e ai suoi bisogni” Questa condizione le consente una totale disponibilità emotiva nei confronti del neonato e di rispondere ai suoi bisogni emotivi e fisici. Sempre secondo Winnicott le funzioni dell’ambiente (caregiver) sono quelle di contenere, manipolare e presentare l’oggetto, funzioni specifiche della capacità di HOLDING.Queste funzioni vengono costantemente eseguite in tutti i momenti di relazione e comunicazione tra madre e bambino e avvengono tramite dialoghi sonori verbali e non-verbali ed attraverso manipolazioni che comprendono tutti i canali sensoriali. Il termine Holding sta ad indicare non solo il tenere in braccio il bambino teneramente ma il dare significato psicologico all’esperienza del corpo del bambino che permette l’insediamento della psiche nel soma che nasce dal collegamento delle esperienze motorie, sensoriali e funzionali dell’infante con la sua nuova situazione di persona. Infine Winnicott parla di oggetti transizionali, indicando oggetti o situazioni che permettono al bambino di passare dalla prima relazione con la madre alla relazione oggettuale e all’accesso al terzo. Aiutano la separazione dall’oggetto reale, la madre, spostando su questi oggetti il rifornimento affettivo di cui hanno bisogno quando sono soli. La creatività, la fantasia, la musica sono lo sviluppo mentale di fenomeni transizionali.

In termini affettivi e musicali anche lo psicologo evolutivo D. Stern, ci insegna che nell’interazione tra caregiver e bambino avviene uno straordinario processo di Sintonizzazione degli affetti, per permette al bambino di conoscere e riconoscere gli stati affettivi attraverso l’empatia e gli stati mentali associati. “La sintonizzazione è la compartecipazione degli affetti (…), è un processo che consiste nell’esecuzione di comportamenti che esprimono la qualità di un sentimento condiviso senza imitarne l’esatta espressione comportamentale”(1987). L’oggetto della corrispondenza non è il comportamento ma qualche aspetto di esso che ne riflette lo stato d’animo.

Altri fenomeni che sono estremamente sonori e musicali sono l’alternanza dei ritmi sonno-veglia, il cullare e le danze dell’allattamento. I ritmi, gli scambi, la regolazione del comportamento sono situazioni interattive che sfruttano i canali sonori e sensoriali, il ritmo in particolare.

La musicoterapia a cui mi riferisco in questo articolo, come possibile utilizzo nei corsi pre-parto, assume come modello teorico quello dello psichiatra, psicoanalista e musicoterapista argentino Rolando Benenzon di musicoterapia attiva, non verbale, basata sulla relazione sonora tra individui. Utilizza l’elemento corporo-sonoro-musicale, in particolare la voce, il canto e facili strumenti musicali, come canale di comunicazione privilegiato attraverso i quali si realizza il processo comunicativo, e relazionale con l’altro; possiede la facoltà di aderire alle sfumature della vita emozionale, consentendo un percorso di armonizzazione interna, di rilassamento, di aumento della soglia di tolleranza, di superamento degli stati d’ansia e di agitazione e di incremento della motivazione all’interazione e alla condivisione affettiva. (Benenzon, 1997)

Le ormai numerose esperienze di musicoterapia italiane ed estere confermano l’utilità di affiancare attività sonoro-musicali ai tradizionali corsi di preparazione al parto, poiché la musica può aiutare la gestante a rilassarsi, a contenere l’ansia e a raggiungere uno stato di generale benessere psicofisico.

Oppure, attraverso un percorso di musicoterapia durante i corsi di preparazione al parto, si può attivare quell’attenzione verso il mondo interno che può agevolare una riflessione su aree specifiche espresse in precedenza.

Inoltre, la musica, il linguaggio sonoro, è il primo mezzo attraverso il quale madre e bambino entrano in contatto, cominciano a comunicare. Una buona consapevolezza del proprio mondo sonoro e delle modalità di comunicazione con il proprio bambino possono influire sulla qualità della relazione nascente. Attraverso lo scambio sonoro si facilita la sintonizzazione emotiva e affettiva tra madre e bambino.

Musica per la mamma

La gravidanza comporta una serie di cambiamenti non solo fisici ma anche psicologici; i mutamenti che avvengono durante i nove mesi sono talvolta accompagnati da momenti di ansia, stress, paura e affaticamento che possono impedire alla donna di vivere questo straordinario momento della vita in serenità. La musica in questo contesto può essere un valido strumento per aiutare la gestante a migliorare la sua salute emotiva: nelle sedute di musicoterapia la madre si prepara alla nascita del suo bambino abituandosi ad ascoltarne le azioni-reazioni motorie in risposta al suono della voce e della musica, ascoltando se stessa, i suoi ritmi interni ed il loro modificarsi con il procedere della gravidanza.

Musica per il bebè

La musicoterapia prenatale prevede anche una serie di attività per stimolare il piccolo e per favorire così la comunicazione fra madre-bambino. La musica durante l’attesa è il canale privilegiato di questa comunicazione e le varie attività ritmico-sonore permettono di preparare una relazione affettiva equilibrata e serena, nonché di stimolare adeguatamente lo sviluppo strutturale e funzionale del sistema nervoso del feto stesso. Infatti, tutti gli stimoli presenti nell’ambiente nel quale il feto cresce (suoni interni ed esterni alla madre), contribuiscono allo sviluppo delle e vie sensoriali acustiche, favorendo anche il processo di maturazione strutturale e funzionale del Sistema Nervoso (Auditore, 1998).

Ma la musica per eccellenza che piace al piccolo è senza dubbio quella prodotta dalla mamma, ossia la sua voce: la colorazione timbrica e melodica della voce materna è veicolo di emozioni ed affetti, è una carezza ed una “coccola sonora”.

Attraverso reciproci e constanti accordi sonori, mamma e bambino cominciano fin da subito a scambiarsi messaggi che creano pian, piano la relazione tra i due. Il feto già nella pancia della mamma è soggetto a fonti vibro-sonoro-musicali da cui riceve stimoli comunicativi. La prima sorgente sonora è il corpo della madre in cui sono importanti il ritmo cardiaco, il rumoreggiare delle pareti uterine, i suoni dell’espirazione e dell’inspirazione, il sussurro della voce materna etc. Il ritmo cardiaco è il più tipico degli stimoli che provoca una sensazione ipnotica regressiva che sarà poi associata a tutti i ritmi binari. Questo ritmo binario caratterizzerà tutte le manifestazioni sonore e contenitive tra madre e bambino: il cullarlo, il ritmo dell’allattamento, il canto delle ninne nanne.

Per concludere, la finalità dell’utilizzo della musicoterapia in gravidanza consiste nel dare la possibilità alla gestante di esplorare e rendere consapevole la futura mamma di tutte le possibilità sonore di cui è capace e di sfruttare questa innata risorsa come primo mezzo per costruire una buona relazione con il proprio bambino. Una buona relazione di fiducia può nascere attraverso scambi sonori calorosi e affettuosi.

Inoltre, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ci istruisce su quanto sia sempre più diffuso il rischio di una depressione post-partum soprattutto per le primipare. Il rischio e l’effetto più incisivo sul bambino della baby-blues è l’incapacità temporanea della madre a comunicare emotivamente con il proprio bambino. Attraverso una precocissima stimolazione della comunicazione sonora tra madre e bambino tramite la muscioterapia si può prevenire questo effetto della baby-blues.

Dott.ssa Valentina Schiuma

Psicologa, Psicoterapeuta, Musicoterapista

Riferimenti bibliografici

Auditore, A., Pasini F., Musicoterapia preventiva e profilassi della gravidanza e del puerperio, in Le applicazioni della musicoterapica: ambiti di intervento e aspetti formativi, IX Convegno APIM  Conservatorio G.Verdi Torino, 2002

Benenzon, R., La nuova musicoterapia, Tr. It. Roma, Phoenix Editrice, 2002

Stern, D., N., Il Mondo interpersonale del bambino, Tr. It. Torino, Bollati Boringhieri, 1987

Winnicott, D., W., La preoccupazione materna primaria, Tr. It. Firenze, Martinelli 1975